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apolitia
Apolitìa è la distanza interiore da questa società e dai suoi valori, è il non accettare di essere legati ad essa da qualsiasi vincolo spirituale e morale
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In questo Blog vogliamo inserire notizie e commenti che, generalmente, non sono evidenziate o sono ignorate dai grandi media. Forse con l’intenzione di manipolare sia l’attualità, i valori culturali come la storia

In Europa siamo in molti a non condividere sia le teorie liberiste come quelle d’ispirazione comunista. Siamo per un sistema economico organico in cui, alla tutela dell’iniziativa privata e del frutto del lavoro, si affianca l’attività coordinatrice dello Stato diretta verso obiettivi di ampia socialità.

Neghiamo la validità dei sistemi parlamentari per negare ai partiti il diritto di governare lo Stato. La sovranità e il potere si devono decidere nella sfera delle qualificazioni e delle competenze, al di fuori delle pressioni politico-finanziarie dei padroni dell’oro e delle coscienze.

Non concepiamo l’ateismo e denunciamo la volontà – tanto da parte delle diverse confessioni religiose come dei partiti e movimenti d’ispirazione marxista - di condizionare sempre più, il futuro dell’Italia e dell’Europa. La nostra posizione spirituale si estende ben oltre il livello religioso e si ricollega alla tradizione greco-romana-celtico-germanica, che è Tradizione Europea.

Ci opponiamo alla mentalità borghese quanto ai miti di un proletariato che aspira ad essere borghesia: il nostro mondo di valori è quello dello spirito, del pensiero e dell’azione.

Continua a leggere in:
RIPRENDIAMO IL CAMMINO



CULTURA
LA VITA DI UN UOMO: LE SUE MEDAGLIE? TANTE QUANTE IL NOSTRO RISPETTO!
4 giugno 2009


              FERDINANDO GANDINI


É stata per me la prima volta!

Una serata elegante e interessante, la riunione conviviale dell’ U.N.C.R.S.I. – CONTINUITA’ IDEALE , sia per la presenza di ospiti straordinari, che per contributo di studio e riflessione.

Ospite d’eccezione, per il mese di Maggio, FERDINANDO GANDINI, che, con molto entusiasmo ed energia, quella dei suoi anni verdi , ci ha coinvolto nei suoi racconti e ricordi, nella sua vita avventurosa e straordinaria che ebbe inizio nel lontano giugno 1941 quando egli aveva solo 15 anni e mezzo.

Tutto iniziò per lui, quando si arruolò volontario nei Battaglioni ‘M’, come tanti altri giovani, innamorato cotto di una Italia che oggi, anche a causa dei tanti voltagabbana, non esiste più!

Ferito in Albania, ancora convalescente, il 25 luglio si presenta al reparto per innato senso del dovere per vedersi relegato, senza armi e senza ordini, in un campo alla periferia di Roma. L’8 settembre lui non vuole arrendersi né tradire l’alleato. Si arruola di nuovo volontario, nella "SS LEIBSTANDARTE ADOLF HITLER". Non aveva 17 anni!

Il racconto del camerata Ferdinando, interrotto solo per bere un po’ di acqua, e per i numerosissimi applausi, va avanti con entusiasmo con gli ospiti in riverente attenzione per tutta la serata. frequenti le richieste di continuare a raccontare.

Riassumo in breve le sue tappe da soldato delle SS: fronte russo - Sacca di Tcherkassy, Normandia, Caen e Sacca di Falaise, offensiva delle Ardenne, dove salta su una mina con il suo cingolato, si salva benché ferito, interrompe la convalescenza per accorrere nuovamente sul fronte russo fino alla fine.

Dall’ottobre 1943 una battaglia dopo l’altra, senza soste, senza tregua, senza respiro, senza mai arrendersi.

Nel suo racconto non mancano aneddoti che hanno reso, a volte, tutta la storia meno drammatica come, invece, da lui vissuta.

La gentile signora Gandini, al mio fianco, seguiva con lo sguardo e i pensieri il racconto del marito, rivivendo con lui quei giorni tremendi.

Alla serata hanno preso parte anche tanti giovani del circolo futurista di casa Pound, del gruppo Raido.

Concludo con le parole del mio amico Francesco che rivolgo sia ai giovani presenti alla serata che a tutti quelli che leggeranno questa breve nota:

OGGI FERNANDO È ANCORA CON NOI PER INDICARE AI GIOVANI LA VIA DEL CORAGGIO, DEL DOVERE, DELLA LEALTÀ E DELL'ONORE!

GiOVANNA CANZANO

giovanna.canzano@email.it

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