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apolitia
Apolitìa è la distanza interiore da questa società e dai suoi valori, è il non accettare di essere legati ad essa da qualsiasi vincolo spirituale e morale
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In questo Blog vogliamo inserire notizie e commenti che, generalmente, non sono evidenziate o sono ignorate dai grandi media. Forse con l’intenzione di manipolare sia l’attualità, i valori culturali come la storia

In Europa siamo in molti a non condividere sia le teorie liberiste come quelle d’ispirazione comunista. Siamo per un sistema economico organico in cui, alla tutela dell’iniziativa privata e del frutto del lavoro, si affianca l’attività coordinatrice dello Stato diretta verso obiettivi di ampia socialità.

Neghiamo la validità dei sistemi parlamentari per negare ai partiti il diritto di governare lo Stato. La sovranità e il potere si devono decidere nella sfera delle qualificazioni e delle competenze, al di fuori delle pressioni politico-finanziarie dei padroni dell’oro e delle coscienze.

Non concepiamo l’ateismo e denunciamo la volontà – tanto da parte delle diverse confessioni religiose come dei partiti e movimenti d’ispirazione marxista - di condizionare sempre più, il futuro dell’Italia e dell’Europa. La nostra posizione spirituale si estende ben oltre il livello religioso e si ricollega alla tradizione greco-romana-celtico-germanica, che è Tradizione Europea.

Ci opponiamo alla mentalità borghese quanto ai miti di un proletariato che aspira ad essere borghesia: il nostro mondo di valori è quello dello spirito, del pensiero e dell’azione.

Continua a leggere in:
RIPRENDIAMO IL CAMMINO



SOCIETA'
EROI O ASSASSINI?
1 maggio 2008
 


partigiani

Fulgidi Eroi della Resistenza
ai posteri l'ardua sentenza

ANCORA “BULOW”
di Filippo Giannini

Alcuni lettori ricorderanno il mio intervento su Arrigo Boldrini, nome di battaglia “Bulow”, Medaglia d’Oro al Valor militare, Presidente dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Arrigo Boldrini è morto a Ravenna, sua città natale il 22 gennaio 2008.

Dopo aver ricevuto in vita innumerevoli encomi e alti riconoscimenti, in occasione del funerale il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviò un telegramma al sindaco di Ravenna ove, dopo aver espresso il suo cordoglio per la scomparsa del valoroso partigiano, fra l’altro, ha detto: <(Esprimo) la gratitudine dell’intero paese per il prezioso patrimonio di dedizione alla causa della libertà e dell’indipendenza nazionale e insieme del progresso sociale e civile del paese che Arrigo Boldrini ha saputo impersonare>.

Nel confermare completamente quanto scrissi nel mio precedente articolo, compreso l’augurio che la Sua anima trovi la pace, trascrivo un’altra testimonianza che riguarda direttamente Arrigo Boldrini, comandante della 28^ Brigata Garibaldi “Mario Gordini”. Questa testimonianza è riportata come “lettera al Direttore” e pubblicata il 2 febbraio scorso su un quotidiano nazionale di ampia divulgazione. Riporto interamente la lettera che ha per titolo: “MIO PADRE, IL MEDICO DI BULOW”. Tralascio ovviamente la firma in quanto non sono autorizzato a indicarla.

Ecco il testo: <Vorrei chiarire un aspetto quasi sconosciuto del defunto on. Boldrini detto Bulow, pluridecorato per meriti resistenziali. Si tratta di una verità mai indagata a livello politico e giudiziario. Boldrini era approdato al movimento della Resistenza per poi comandare la “28esima Brigata Garibaldi Mario Gordini” nella Romagna e confine Veneto. In “1945 – Ravennati Contro – La strage di Codevigo” scritto da Gianfranco Stella, si può leggere di cosa si rese responsabile la famosa Brigata principalmente dal 1943-1945. A guerra finita, dopo il 25 aprile e precisamente dal 29 aprile al 10 maggio, la Brigata comandata da Boldrini con il commissario politico Gino Gatta, poi primo sindaco di Ravenna, su ordine di Bulow organizzò nella zona di Codevigo-Bussolengo un feroce rastrellamento di giovani ex militari della Rsi già smobilitati e in movimento per tornare a casa. In tutto furono torturati e fucilati 106 giovani, sepolti a Codevigo i 3 fosse comuni (ero presente all’esumazione nel 1962 e vidi che molti erano stati legati con fil di ferro, le mani trapassate da chiodi di 20 cm., con i quali erano stati inchiodati alle porte delle stalle e poi finiti con un chiodo, (“una ciudela” nella nuca) 17 sepolti a St. Margherita, 12 a Brenta d’Adda, 15 a Santa Maria, 18 a Punta di Brenta. Un macello di giovani civili. Mio padre, medico condotto a Ravenna, spesso curava l’on. Boldrini e in tutti i 30 anni in cui lo vide professionalmente. Bulow mai una volta si disse pentito della responsabilità dell’eccidio, così come Gino Gatta, che pur curava e che chiamò mio padre quando la moglie iniziò le doglie perché non si fidava dei medici di partito! Mio padre curò anche il commissario aggiunto poi senatore del Pci Ennio Cervellatim di cui era amico d’infanzia, l’unico a pentirsi di ciò che era successo, tanto che rifiutò un funerale di partito. Segue la firma>.

Come si vede poco da aggiungere a quanto scrissi nel precedente articolo, se non una serie di particolari agghiaccianti di torture.

Questo è stato Arrigo Boldrini, detto “Bulow”, eroe della Resistenza.

Che la sua anima trovi la pace.

Filippo Giannini

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